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November 21 Omaggio ad Alessandro Del PieroL'ho visto volare leggero come un angelo, quando aveva la faccia da putto.
May 10 Per non dimenticare Peppino Impastato, eroe
"Mio padre.. la mia famiglia.. il mio paese.. Io voglio fottermene! Io voglio dire che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!" Sono passati 30 anni dalla sua morte ma non smetteremo mai di dire grazie a Peppino, grazie per ciò che ci ha insegnato: a non avere paura. Il suo sacrificio non deve essere vano. Possiamo cambiare questa società solo se diremo SEMPRE LA VERITA'... prima che sia troppo tardi.
Peppino ci manchi
April 11 A proposito di eroi...“Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche,
eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà” Piacere, Luigi delle Bicocche Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche. Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper Invece io passo la notte in un bar karaoke, se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue ..un soggetto perfetto per Bram Stroker Tu che ne sai della vita degli operai Io stringo sulle spese e goodbye macellai Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI Io sono pane per gli usurai ma li respingo Non faccio l’ Al Pacino, non mi faccio di pacinko Non gratto, non vinco, non trinco/ nelle sale bingo/ Man mano mi convinco/ che io sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere Sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere Stipendio dimezzato o vengo licenziato A qualunque età io sono già fuori mercato …fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata come calcestruzzo in una betoniera io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari quando t’affami, ti fai, nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari finisci nelle mani di strozzini, ti cibi, di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini ..ne’ l’Uomo ragno ne’ Rocky, ne’ Rambo ne affini farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe. Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi E fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi C’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio Lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody Io vado avanti e mi si offusca la mente Sto per impazzire come dentro un call center Vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe. Caparezza
April 09 Il richiamo della forestaPiù dell’amor poté il digiuno, ovvero più del fair play poté la vittoria. E così, dopo un mese di campagna elettorale tutto sommato educata, civile, addirittura noiosa per quanto fossero simili i programmi e ripetitivi i discorsi, siamo tornati all’antico. L’insulto, lo scontro ideologico, la rissa. La minaccia di prendere i fucili fatta da Bossi. L’odio per i comunisti (che manco esistono più) rievocato da Berlusconi. Il disprezzo per i magistrati che dovrebbero sottoporsi periodicamente a test di attitudine mentale rilanciato sempre dal Cavaliere. L’occhiolino strizzato ai mafiosi da parte di Marcello Dell’Utri, anche loro votano e fanno votare. E meno male che Veltroni aveva appena scritto una lettera al suo avversario per invitarlo a essere leale con la Repubblica, insomma a garantire un corretto funzionamento delle istituzioni e dei rapporti tra di esse. Un appello caduto nel vuoto, anzi peggio: «Irricevibile», è stata la secca risposta. In un attimo siamo ripiombati nel passato, niente più promesse di riforme istituzionali fatte insieme, dei comunisti non ci si può fidare.
Nessuna possibilità di avere un rapporto corretto con la magistratura, i pubblici ministeri sono malati mentali che devono essere curati. E così, quando Berlusconi sarà al governo, se lo sarà, le Procure di tutta Italia sanno che devono stare attente: se ti muovi ti fulmino. (D’altra parte pure i dirigenti del centrosinistra in questi ultimi anni non è che abbiano avuto rapporti idilliaci con la magistratura, dimostrando anche loro una certa insofferenza ogni volta che finivano sotto tiro). Per non parlare dell’amico e fedele consigliere Dell’Utri che, mentre promette di riscrivere la storia della Resistenza, addirittura arriva a definire il famigerato stalliere mafioso di Arcore un eroe. L’eroe Mangano. Lo dice così, a freddo, senza alcuna ragione plausibile. Lo dice evidentemente perché in Sicilia (e non solo lì) quella parte del Paese denominata mafia ancora conta nonostante le sconfitte subite. Conta, produce consenso ed è capace di riversare quel consenso verso tizio o caio. In questo caso è lampante verso chi. Non c’è niente da fare, nonostante i vari tentativi che in questi anni sono stati fatti, prima da D’Alema con la sua Bicamerale e poi da Veltroni con la sua proposta di riformare il sistema assieme a Berlusconi, e pure con la sua impostazione di una campagna elettorale per qualcosa e non contro qualcuno, niente da fare. Il Paese normale non c’è, resta un sogno. E non c’è perché il Cavaliere, che pure era sembrato diverso da se stesso, che pure aveva aperto il dialogo con i suoi avversari, che pure aveva promesso una nuova stagione politica fatta di rapporti decenti con la futura, eventuale opposizione, di processi costituenti, addirittura di possibili larghe intese, non resiste al richiamo della foresta. Quando vede la meta a pochi metri non può fare a meno di scatenare i suoi spiriti animali. Il suo obiettivo è vincere a qualsiasi costo, e sa che ritirando fuori il vecchio armamentario sui comunisti, sui giudici, sui mafiosi che in fin dei conti non sono poi così male (non fu il suo ministro Lunardi a dire che bisogna convivere con la mafia?), il suo elettorato si eccita. Si mobilita. Magari perché si spaventa appunto dei «comunisti» che gli aumentano le tasse, dei pubblici ministeri che indagano dove invece bisogna chiudere un occhio o magari tutti e due. E va a votare. Per lui. Il quale lui, cioè Berlusconi, è anche capace di mettere insieme nella stessa giornata, nello stesso comizio, nella stessa frase, un’abnormità come quella sui magistrati malati di mente con una fesseria come quella sulle donne di destra più belle di quelle di sinistra. I comunisti con la mozzarella, la mafia con le barzellette, l’attacco politico più violento e minaccioso con l’ultima gag da varietà. Questo è l’uomo che tra meno di una settimana potrebbe essere il nuovo capo del governo. E semmai riuscisse a esserlo, governerà così, seguendo il suo istinto primario: dice che Bossi sta male e un’ora dopo smentisce di averlo detto, invita gli imprenditori a evadere le tasse e un’ora dopo nega di aver mai pronunciato quella frase che centinaia di persone hanno sentito. Spiega che Veltroni è una persona seria e affidabile e un attimo dopo rieccotelo un comunista che divora i bambini.
Riccardo Barenghi, La Stampa 09-04-2008
April 02 Chapeau...April 01 Quando l'autogrill diventa un'arenaEra così liberatorio, crederlo solo un incidente stradale. Poter dire, ancora una volta, il calcio non c'entra. Invece c'entra eccome, e non è stata una disgrazia. Perché in Italia si continua a morire per un pallone, specialmente lontano dagli stadi. Adesso si muore all'autogrill: Matteo come Gabriele, il primo investito ieri da un autista terrorizzato e il secondo freddato dal proiettile di un poliziotto, cinque mesi fa. Si muore in un clima di panico diffuso, dentro scenari da guerriglia urbana, le falangi degli ultrà che si preparano all'assalto, qualcuno attacca, qualcuno fugge, qualcuno ci rimette la pelle.
Si muore, quasi sempre, quando c'è di mezzo il tifo organizzato, quello che hanno provato invano a bloccare. Le testimonianze dall'area di servizio di Crocetta Nord non offrono alibi alle ipocrisie, anche se questura di Asti e Polstrada di Alessandria avevano sposato la tesi del puro incidente stradale con fretta eccessiva: invece nell'autogrill si era svolta una vera imboscata. Meno violenta, anche nei numeri, di quella che uccise l'ispettore Raciti davanti allo stadio di Catania, il 2 febbraio dell'anno scorso; più simile, nella dinamica, all'episodio che costò la vita a Gabriele Sandri l'11 novembre 2007: anche allora qualcuno provocò e qualcun altro reagì. Malissimo, certo, ma il terrore gioca brutti scherzi a tutti: ai tifosi, ai poliziotti, agli autisti di autobus. Di fronte a un ragazzo che muore c'è sempre il dolore, e l'abbraccio ai genitori. Ma il rischio è non voler guardare, e usare la retorica per creare altri martiri che martiri non sono. Gabriele Sandri non era un boy scout. Matteo Bagnaresi era alla prima trasferta dopo tre anni di diffida. I gruppi degli ultrà vanno allo stadio per picchiare e all'autogrill per minacciare, aggredire, rubare e sfasciare tutto. A volte sono regolamenti di conti: gli ultrà di Parma e Juve si odiano da tanto tempo, è lì che Bagnaresi si prese la diffida. Il problema sarebbe evitare che certa gente si sposti, compreso chi cerca grane e può avere la sventura di trovarle, pagando il prezzo più alto. Perché nel calcio, oggi, si muore di spranga e di pallottola ma anche per leggerezza, tentando di bloccare un pullman che riparte di corsa dopo un agguato. Il problema è che i divieti di trasferta non vengono più applicati. Ultimo esempio, Inter-Juventus nel sabato di Pasqua: gara in teoria vietata al tifo ospite, ma a San Siro gli juventini erano migliaia. Quando si viaggia - in tram, in auto, in treno, persino in aereo - e ci s'imbatte nell'ultrà, c'è da avere paura. Solo un masochista non riparte alla svelta, appena arrivato all'autogrill, vedendo il piazzale occupato dai pullman dei guerrieri. I cittadini pagano con le loro tasse le ore di straordinari che spettano a carabinieri e poliziotti esasperati, nel tentativo di arginare la violenza del calcio: un costo inaccettabile, in ogni senso. E non si muore solo in serie A. Oltre a Raciti, Sandri e Bagnaresi, non va dimenticato Ermanno Licursi, il dirigente della Sammartinese (terza categoria) massacrato a pugni e calci su un campetto di periferia. Era il 27 gennaio 2007. Fino a pochi anni fa, gli stadi erano zone franche dove la legge non entrava mai. Poi qualcosa si è fatto, biglietti nominali, più controlli, telecamere, tornelli e steward: soluzioni e palliativi in ordine sparso. E allora i violenti si sono spostati, e hanno deciso che il campo di battaglia non è più la gradinata ma un piazzale vicino allo stadio, oppure il dedalo di strade che lo circondano. Ma lì è ancora troppo alto il rischio di essere bloccati, dunque è meglio giocare ai gladiatori all'autogrill con cinghie, mazze, coltelli e bottiglie. Visto che è impossibile militarizzare quei luoghi pubblici, oltreché agghiacciante, si può solo sperare che tutto fili liscio e che il bilancio dei danni si limiti a qualche vetrina rotta, a qualche scaffale svuotato. Finché ci scappa il morto. Eppure, quegli stessi autogrill ospitano anche tifosi normali, quelli che mangiano il panino e improvvisano un sereno picnic. Però sono sempre meno, e sempre più spaventati: il calcio li sta perdendo. La gente tranquilla ormai lo guarda da casa o non lo guarda affatto, i ragazzini specialmente, e questo è un patrimonio di passione perduto per sempre. Seguirà ampio dibattito. Peccato che, in teoria, il tempo delle chiacchiere sia proprio scaduto. Domani si gioca Roma-Manchester United, altro teorico teatro di paura e violenza, visti i precedenti. La parola "vendetta" rimbomba come un tamburo. E se poi succede davvero, sarà un po' difficile parlare di incidente, disgrazia, fatalità. Il calcio c'entra. Sempre. Soprattutto quando chiude più gli occhi che gli stadi.
Maurizio Crosetti, La Repubblica 31/03/2008 March 25 Grazie Alex...
552 partite, con la stessa maglia. I numeri racchiudono i miei ricordi. Raccontano vittorie, e purtroppo anche sconfitte. Tanti abbracci, lacrime, a volte sconforto, euforia, sofferenza, rabbia, gioia, orgoglio. La mia passione, sempre, dalla prima volta che ho toccato un pallone. Gran parte della mia vita, insomma.
552 partite, con la stessa maglia. I numeri per me significano tanto, tutti i grandi primati che sto raccogliendo in questa fase della mia carriera. Ma non sono tutto. Perché ho sempre pensato che non basta soltanto raggiungerli, i grandi traguardi. Il valore dipende anche da come li raggiungi.
552 partite, con la stessa maglia. Sono arrivato in cima, nella storia della Juventus con Gaetano Scirea. Ecco cosa intendo quando dico che conta il "come". Come Gaetano Scirea. A volte mi chiedo come mi vedono i ragazzi, i bambini. E penso che vorrei mi vedessero come io vedevo lui. Parlo dell' uomo, non solo dello straordinario giocatore. Perché questo, per me, vuol dire entrare nel cuore della gente, lasciare qualcosa che vada oltre i numeri.
552 partite, con la stessa maglia. Sono arrivato in cima, e ne vado orgoglioso. Mi fermo a guardare chi c’è al mio fianco, la stessa fascia di capitano al braccio. Solo con la Juventus, sempre e solo la nostra Juventus. Il mio nome è vicino a quello di Scirea, bellissimo. Mi piace ricordarlo, prima di tornare a guardare avanti.
552 partite, sono arrivato fino qui. Eppure continuo a non vedere l’ora che inizi la prossima, quella che devo ancora giocare. Con la stessa maglia.
Alessandro March 22 Noi che...Noi che a scuola si andava a piedi o col pullmino di Bruno e Franco conosceva tutti i bambini, uno per uno.
Noi che da più grandi col pullman di Bruno si andava a mare.
Noi che all'asilo c'erano suor Gemma, suora Borromea e suora Alessia che menava schiaffoni.
Noi che alle scuole elementari c'erano la Cipriani, Ingravallo e il direttore Mastromarino.
Noi che le gite erano ai laghi di Monticchio, a Otranto o alla foresta Umbra.
Noi che i libri si compravano da Irene o da Titina.
Noi che le visite scolastiche le faceva il dottor Corrente.
Noi che alle scuole medie c'erano Armentani, la Liuzzi (che se la chiamavi col suo nome, la Gallo, nessuno capiva) e il preside Ugo Roma.
Noi che i bidelli erano “Ulisse” e Zella.
Noi che la prima Unit d'inglese cominciava così: -Hello Robert -Hello Peter -Walcom to London -Thank you very much -Are you tired Robert? -A little Mister Brown.
Noi che per le ricerche non si usava internet ma si chiedeva a Rina o a Mimino.
Noi che alle superiori si andava a Martina, il treno partiva alle 6.45 e poi si aspettava un'ora alla stazione... ma era quello uno dei momenti
più belli della giornata.
Noi che la sera si usciva in piazza e la domenica c'era la fila per il rustico o il panzerotto col ragù.
Noi che al massimo c'era il pezzo di focaccia da Mantellini e la gazzosa da Minguccio.
Noi che il kechup non si era mai visto finchè non aprì Re Artù… e la prima volta ne cadde così tanto che le patatine erano immangiabili.
Noi che si sapeva che per baciarsi si andava sulle scuole medie e che per spingesi oltre c'era la Torre di Cacace (ma che, purtoppo per noi,
l'abbiamo solo sentito dire).
Noi che all'Ideal il gelato sfuso partiva da 50 Lire o con la stessa cifra compravi l'Arcobaleno... ma che alla fine dell'Arcobaleno c'era la menta che nessuno si mangiava.
Noi che nel Bar Italia c’era il gelato al cioccolato amaro.
Noi che nel Bar Colucci c'era la foto di Donato che faceva il pugile.
Noi che nel Bar dello Sport c'erano quelli che giocavano a carte.
Noi che nel Bar Gallone c'era Gino Gallonne.
Noi che si andava a vedere le commedie perchè c'erano Vito Santoro e Giorgio Di Presa.
Noi che c’erano i mitici Crisalide: Franco Mirabello, Gemano Marinò, Daniele Madio e Sandro Marangi.
Noi che alle feste venivano i Dick Dick, i Milk and coffee, Cristiano Malgioglio...
Noi che da Tonino c'erano le foto di Scialpi (il cantante) e delle Camomille che infornavano la pizza.
Noi che al campo c'era il derby tra la Crispius e la Pro-Inter.
Noi che al campo c'era Giorgio, il custode.
Noi che al campo c'era “Chiaruge” al posto di Claudio Conserva.
Noi che Claudio Conserva al campo non lo trovavi mai e cantava solo in chiesa.
Noi che dalle fontane usciva ancora l'acqua ma l'acqua buona era quella delle “Tre fontane”.
Noi che il corso era a doppio senso, poi cambiarono e “pe scì a Cammesante, m'ha jastemà tutte le sante”.
Noi che il ponte di Caramia era chiuso e c’era la “passerella”.
Noi che il ponte di via Magazzino… vabbè… lasciamo perdere…
Noi che in piazza c'era la benzina di “Ciuline”.
Noi che in piazza c'era la piantina di Crispiano.
Noi che in piazza c'era la cabina telefonica chiusa.
Noi che in piazza si fermava il pullman.
Noi che a S. Michele si andava a S. Simone a piedi.
Noi che ci si chiedeva perché a S. Simone si festeggiasse S. Michele e non S. Simone.
Noi che alla Madonna della Neve si metteva il vestito buono.
Noi che si ascoltava Radio 2, Radio Torre, Radio Young... e la sera c'erano gli Squallor e le telefonate a Radio Massafra International.
Noi che i dischi e le cassette nuove da De Fazio costavano 15.000 lire (e già non se li comprava nessuno, tant'è che chiuse subito)... poi sparirono dischi e cassette e ora i CD costano 30 Euro.
Noi che la “bottega” preferita era da Lauretta… che stava seduta fuori col cane Leo… che se aveva finito qualcosa ti mandava a casa sua a
prenderla dal suo frigo (dovevi passare da sotto lo scaffale)... che quando la mortadella era un po' di più non te la faceva pagare, ma se la mangiava lei... che dopo averti fatto il panino con la nutella leccava il coltello e poi tagliava il formaggio... ma che rimarrà per sempre la nostra “bottega” preferita.
Noi che se a Orazio chiedevi 100 grammi erano sempre 200 grammi (ma lui i 100 in più non se li mangiava).
Noi che in via Martina c'era il “Siciliano”, che però era calabrese.
Noi che si poteva comprare e poi facevi segnare sul quaderno.
Noi che in via Martina c'era l'unico supermercato (il Mini Market) altrimenti dovevi andare a Taranto... ma a Taranto non segnavano sul
quaderno.
Noi che i barbieri si chiamavano Cenzino, Tonino, Pasqualino...
Noi che i barbieri avevano certi giornaletti…
Noi che i barbieri ti facevano sedere sul “sediolino”… fino a 18 anni.
Noi che i fruttivendoli erano Lucia, Comasia, Mechéle “u Ciuciù”, Catalle “u Barbone”….
Noi che Catalle, quando non girava per la verdura, suonava la batteria... e se qualcuno urlava: “ngalliscete Catà”... altro che Tullio De Piscopo...
Noi che nei tabacchini c'erano Ninetta, Ariano, Mimine “u Pupe”… ed erano tutti crispianesi.
Noi che per le scarpe c'erano Rosetta, Ninetta sotto ai portici, Panico, “u Scarparidde”... e prima di comprare da uno, si faceva il giro da tutti.
Noi che poi c'erano anche l'armeria, Sport World e Pina “a Marcante” che vendeva di tutto.
Noi che c'era “Seppudde” che girava col motocarretto.
Noi che si scopriva il paese andando in giro con la bicicletta.
Noi che se bucavi la ruota ti facevi mettere la “pezza” da Ninuccio, da Palagiano o da Girioli.
Noi che la domenica dopo il catechismo si giocava a cartine.
Noi che andare a giocare significava uscire per strada e giocare con gli altri.
Noi che in televisione c'erano i Giochi senza frontiere ma erano meglio i Giochi di quartiere dell'Arci.
Noi che era bello fare passeggiate fino alla pineta, finchè non sono comparsi i cani ed è sparita la pineta.
da Polites del 21/03/2008
... grande Lucho! February 21 I cento passi[a notte fonda, sotto casa] February 20 This is AnfieldYou'll never walk alone
When you walk through a storm,
Si entra nel tempio. Si entra da quella porticina, minuscola, e ti sembra di sentire il profumo della storia. I giocatori lo sanno, glielo ricorda la targa all’uscita degli spogliatoi, prima di entrare in campo: This is Anfield’. L’ha voluta Bill Shankly, storico allenatore del grande Liverpool, "per ricordare ai nostri ragazzi per quale maglia giocano, e ai nostri avversari contro chi giocano". Per questo, i giocatori del Liverpool la toccano quando le passano sotto.
February 09 La Meglio GioventùJanuary 10 Marco PantaniJanuary 01 La mia alba
Tu stai settimane e settimane attento a ogni mossa, a come comportarti, a gestire le emozioni e misurare le parole.. Pensi "aspettiamo un po'..", arriva la fine dell'anno e dici "vabbè sarà per l'anno nuovo, questa volta non ci sono santi, ancora un po' e poi dovrò muovermi..". E invece?? Invece c'è che arriva la prima notte del nuovo anno e vedi quello che non vuoi vedere.. anzi, peggio, vieni a sapere quello che non avresti voluto sapere. Caspita come prima alba non proprio il massimo, il calendario segna giorno 1, quello dei buoni propositi e dei volti sorridenti, ma a me il morale è già sotto i tacchi. Peccato.. inizio più in salita del previsto ma fa niente, mettiamola così:"Poteva succedere!", forse è solo un modo per farmi forza. Ma no dai, anzi mi autoconvinco di una cosa: quella appena passata è stata l'ultima notte del vecchio anno, la prossima sarà la prima del 2008 e con essa ne arriveranno altre centinaia.. spero come dico io.. Forza Vincè, buon anno! September 07 Da "Radiofreccia"..."Ciccio la radio é un hobby. Potevi essere un maniaco di francobolli o di pesci gatti o di che cazzo ne so. Dai, avrai le tue trecentomila lire al mese, cambierai la 127 ogni tre anni, ti sposerai Ilaria, perché quelli come te sposano sempre quella che hanno conosciuto alle medie."
"Cosa vuol dire quelli come me?" "Vuol dire quelli come te! I figli, un maschio e una femmina, se ti va male, due e due, a cinquant'anni la casetta tua con tutte le grate alla finestre perché abbiamo paura degli zingari, é chiaro. Guzzerai Ilaria una volta al mese e solo quando sarete ciucchi, e poi le paste la domenica mattina, i tortelli alla vigilia, qualche petardino a capodanno, le barzellette al bar in dialetto e l'italiano davanti al capo. Novantesimo minuto vita natural durante, la 127 lavata il sabato per portare la famiglia fuori la domenica, una vita di straordinari per comprarti lo Zodiac per le gite sul Po e tre o quattrocento hobby nuovi perché il tempo libero ti ammazza. Gran sballo! Quelli come te sono capaci di fare volontariato alla Croce Rossa." "Quelli come me, quelli come te li mandano affanculo!" Boris (Roberto Zibetti) e il suo amico Bruno (Luciano Federico) dj di una radio libera. Siamo in pieno metà anni '70 RADIOFRECCIA di Luciano Ligabue, 1998 September 02 Cogito Ergo Sum... anche nel giorno del mio compleanno!Dopo ben quattro mesi torno a scrivere su 'sto blog sempre più abbandonato a sè stesso. Lo faccio in una giornata particolare x me, quella del mio compleanno. La giornata era cominciata a mezzanotte con gli auguri al Claridge da parte di tutti i miei amici. Non che avessi invitato tutti loro per festeggiare il mio compleanno.. semplicemente eravamo lì per dare l'addio al celibato di Cristian e Carmen e così a mezzanotte approfittando dell'occasione mi è stato fatto al microfono il countdown e... giù con gli auguri! Finita la festa ho ricevuto un regalo da gli amici "di dietro"... sono stato molto felice x questo. Poi oggi pranzo a casa mia con i nonni mentre nel frattempo continuavo a ricevere un po' di sms d'auguri più o meno attesi. Sì perchè non è scontato ricevere gli auguri, ad esempio, da gente che non vedi ormai da 3 anni (tipo gli amici del Liceo) ti senti felice perchè pensi che anche se non ci si frequenta più come un tempo gli sei rimasto almeno un po' nel loro cuore.. Forse, come al solito, sto andando un po' oltre col mio Cogito e non ci sarebbe bisogno di andare a scomodare il cuore ma mi piace pensare che sia così, che queste persone si ricordino di me per determinati motivi, perchè quel giorno "X" facemmo quella cosa lì... perchè quella volta "Y" parlammo di quel fatto lì... insomma che anche per un attimo le nostre vite si siano incrociate e abbiano lasciato un segno, seppur piccolo, a vicenda. Poi ci sono gli sms e le telefonate d'auguri scontate, quelle che guai se non arrivano. Ci sono gli auguri dei parenti, quelli che non si scordano mai (insomma...). Inoltre mai sia se non ci fossero gli auguri del giorno dopo, i ritardatari, quelli che domattina esordiranno dicendo "Non ricordo mai il giorno preciso, cmq tanti auguri anche se sono in ritardo!". Vabbè stop a questa banale analisi delle tipologie d'auguri alla fine della quale qualcuno a ragione esclamerà "Minkia Vincenzo si è rincoglionito, è vero che sta facendo proprio vecchio!".
E' stato bello stamattina, proprio in questo giorno speciale, ascoltare le parole del Papa che nell'Agorà dei Giovani di Loreto ha incontrato 500.000 ragazzi presenti nella piana da ieri (tra cui mio fratello e altri nove di "dietro"). Un Papa che sino a ieri non mi era particolarmente simpatico per via di alcune uscite poco felici a mio parere e forse perchè in possesso di una pesante erdità. ''Non seguite la via dell'orgoglio, bensi' quella dell'umilta'', ha esordito così Benedetto XVI davanti a mezzo milione di ragazzi. Ha esortato i giovani a non seguire i modelli di vita basati sulla prepotenza e sul successo a tutti i costi e a pensare che ''l'umilta' non e' la via della rinuncia ma del coraggio''. ''Andate controcorrente - ha detto - non ascoltate le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di vita improntati all'arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all'apparire e all'avere, a scapito dell'essere. Siate vigilanti! Siate critici! Non temete di apparire diversi e di venire criticati per cio' che puo' sembrare perdente o fuori moda" Non sono mai stato uno che va in estasi davanti alle parole di un religioso o di un'autorità morale ma stamattina queste frasi, gridate da Ratzinger con uno spiccato accento teutonico, mi hanno incollato al televisore e mi hanno fatto riflettere su quello che da una vita vado pensando. Cosa? In sostanza quello che ha detto il Papa oggi. Ciò non vuol dire che, viste le affinità, dopo di lui il prossimo Pontefice sarò io. Ma tutto questo mi dà la forza di andare avanti poichè mi fa capire che ciò che la mia ragione produce non è proprio pattume... non sto andando nella direzione sbagliata nonostante sempre più spesso mi chiedo se sono io l'alieno che tutti cercano su questo pianeta. Insomma quei quattro principi che mi sostengono non sono del tutto errati ed extraterrestri... Bene mi basta questo nel giorno del mio compleanno per farmi stare sereno, senza andare alla ricerca di chissà cosa e chissà dove. Se poi ci aggiungiamo che sia la Juventus che il Taranto oggi hanno vinto beh... posso considerarmi davvero felice.
Posso continuare senza paura e senza tentennamenti ad andare controccorrente seguendo la via dell'umiltà. May 03 Una splendida avventura!Non lascio un intervento su 'sto spaces da tempo perchè per natura tendo a tenermi tutto ciò ke mi succede dentro o a scriverlo su un foglio senza far leggere a nessuno ma stavolta ho deciso di scrivere (nn so xkè) reduce da un'esperienza stupenda con il gruppo Esordienti della scuola calcio con cui siamo andati a fare un torneo vicino Modena.
E pensare che prima di partire stavo incazzatissimo xkè quest'anno nn sarei potuto andare al Concerto del PrimoMaggio a Roma.... Subito dimenticato il concerto grazie alle mille emozioni provate in questi quattro giorni in Emilia con le 15PiccolePesti e i loro genitori. Pensavo prima di partire: " Andiamo a fare 'sto torneo, faremo le nostre partite, magari le perderemo tutte, nessuno ci cagherà e la nostra sarà una presenza anonima tra le tante società di su che ci saranno lì in quei giorni". Bene oggi posso dire essere stato smentito al 100%, dentro di noi tutti Ragazzi Sprint rimane un ricordo splendido di quest'avventura sul Monte Cimone. Già appena arrivati grande sorpresa per noi allo stadio Braglia di Modena dove sabato scorso abbiamo assistito alla partita Modena-Bari: a fine partita mio padre riuscì a parlare con uno steward a bordo campo e così ci fu concessa l'entrata sul terreno di gioco dove riuscimmo a farci fotografare col difensore del Modena Angelo Antonazzo che gentilissimo ci ha pure regalato il suo completo e il pallone del match autografato da tutti i compagni di squadra. Poi dal giorno dopo è cominciato il nostro torneo al Comunale di Fanano, spettacolare il campo e lo scenario naturale in cui si trova. E in punta di piedi abbiamo vinto la prima partita (4-1) e pareggiato la seconda (2-2) qualificandoci come prima ai quarti di finale. In mattinata eravamo stati al PalaGhiaccio x la cerimonia d'inaugurazione della manifestazione. E come dimenticare il quarto di finale vinto ai rigori, tutti a correre verso Michelino e sommergerlo dopo il rigore decisivo segnato da lui. Mi chiedo ancora come possono degli adulti piangere nel vedere gioire dei ragazzini di 12anni?? Troppo bello, ke emozioni! Rotolarsi vittoriosi sull'erba con loro un momento indimenticabile, ancora ho i brividi... E poi i complimenti di Dall'Omo negli spogliatoi.... la tristezza e le lacrime (stavolta di amarezza) dopo la semifinale persa ancora ai rigori... i soliti fagiolini e le solite patate dell'hotel Pineta... i gol di mattia ed un avversario ke a fine partita lo aspetta all'uscita degli spogliatoi x complimentarsi con lui e dargli un bacio.... le continue battute della mamma di mattia.... i battibecchi flora-gabriele... i cori dagli spalti dei nostri genitori... le mille foto scattate... il tifo della GinoNasi e dei salentini x noi... i palleggi sullo splendido manto erboso di Fanano (che non fa ke farci innervosire ancora di più se pensiamo alle pietre su cui giochiamo a crispiano!)... le corse all'internet point dalla signorina con gabriele... la partita del crispiano sentita a tratti su Internet... i discorsi del Mister (ce l'abbiamo solo noi Miiiisteeeer Miiiisteeeer!!!!) ai ragazzi... gli applausi a tutti nel pullman al ritorno dalla semifinale...insomma tutto troppo bello, un'avventura irripetibile che però spero possiamo ripetere al più presto. Un'esperienza che ha fatto esclamare a chi era lì con me che: QUESTO è IL CALCIO VERO, quello ingenuo e innocente che emoziona e fa emozionare.... a volte è più bello stare con dei ragazzini che con adulti cinici e egoisti.... E fu così che mi dimenticai diRoma, del primo maggio e del concerto... grazie ai fantastici RAGAZZI SPRINT December 14 Le cose non organizzate sono sempre le meglio riuscite!Ke bella settimana ke abbiamo passato a Lecce. Lunedì mattina ho passato l'esame di Semiotica e nn potete immaginare la soddisfazione, misero 19... ma fa niente l'importante è andare avanti! Poi lunedì sera a casa nostra sono venute a farci visita le solite 10-12 persone eVaieVai&vai fino a tardi (Special Guest Vscìnz d'l'birr), ma l'apoteosi è stata ieri sera: location ancora casa mia, x la precisione LaCucina. E dire ke dovevamo uscire inizialmente...invece ci siamo ritrovati ancora lì tutti quanti a far Baldoria ...e ke baldoria stavolta! Bellissimo... (Special Guest DoubleV)...SKaSkaSkaaaaa..... 1-2-3-6-7-9...boh e ki si ricorda..... ci siamo divertiti tanto, a'uerr Mchèl! ....a più riprese! E stamattina bella pulita generale e ke ridere a vedere le Magnifiche 17 tutte in fila! ......w la Raffo.... Ciààào! November 30 ...Meno un altro!!!Seeeeeeeeeeee ssssììì !!! E un altro ce lo siamo tolti davanti, meno male va! Ke casino però, da farlo lunedì mattina l'ho fatto oggi pomeriggio tardi, non ne potevo più. Ed ora: obiettivo Semiotica, l'11 dicembre è dietro l'angolo! Forza Vscì.... November 24 Sale l'ansia !!!Aiutooooooooooo!!!!!!!!! Lunedì è arrivato e a me come x ogni esame sta salendo la tensione alle stelle. Porca miseria stavolta è dura però! Speriamo bene..... Non mi ricordo niente madòòòò. Fammi andare va su quel maledetto libraccio!
Cmq tanti auguri a The Punisher della Litoranea!!!!!!! November 20 Taranto - Martina 2-1 Ahahahahahaaaa !!!!!!!!!Grandissimo Taranto oggi contro il Martina... ed io c'ero!!! Che spettacolo la Curva Nord....meritiamo ben altri palcoscenici. TORNEREMO TORNEREMO TORNEREMO IN SERIE B.... ke tristezza quei maledetti martinesi che sventolavano le sciarpe biancorosse! Pensate un po' come stanno inguaiati! Martina cè cazz d'paìs martina cè cazz d'paìs... FORZA TARANTOOOOOOOOOOOO |
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